Il fabbisogno energetico terrestre è ai massimi livelli, il mondo si interroga su come poter fornire energia a una popolazione ormai cresciuta a dismisura.La soluzione sembra arrivare dal nostro satellite, quella Luna che ha ispirato poeti, artisti e scienziati. Un luogo di solitudine a “pochi” passi dalla terra, ricco di Helium 3, un gas che potrebbe da solo risolvere gran parte delle problematiche legate al consumo di energia, il pianeta a noi più vicino sembrerebbe davvero rappresentare l'ultima speranza.
La Lunar, società incaricata di occuparsi dell'estrazione e dell'invio della materia prima sul nostro pianeta, garantisce il servizio grazie al lavoro automatizzato di una grossa stazione spaziale gestita dall'unica persona che rappresenta l'interaforza lavoro e dall'intelligenza artificiale che sopperisce agli incarichi inibiti all'uomo.
Il film racconta la strana storia di Sam Bell (Sam Rockwell), unico abitante della base estrattiva in procinto di terminare il suo ciclo triennale di lavoro nello spazio.
Mancano soltanto due settimane e Sam finalmente potrà riabbracciare sua Moglie Tess e la sua bambina Eve.
In questo clima di tranquilla solitudine, il nostro protagonista riesce a comunicare con la famiglia soltanto tramite messaggi in differita ai quali non può dare una risposta e la sua unica compagnia è il robot Gerty, nella versione originale doppiato da un eccellente Kevin Spacey.
A pochi giorni dal suo rientro, Sam, durante il solito giro di perlustrazione all'esterno della base, è vittima di un incidente che cambierà per sempre il suo modo di percepire la realtà.
Pochi attimi e il risveglio sul letto dell'infermeria lo trasporteranno nel suo viaggio verso inquietanti risvolti.
Sam non è solo.
"Senza dubbio il mio scopo era realizzare un film di sci-fi per gli appassionati del genere, tra cui io mi inserisco, ed è un peccato che registi come Ridley Scott o Douglas Trumbull non realizzino più film di questo tipo"
E' appassionato l'appello del regista, quasi una dichiarazione d'amore per un genere che lui adora e che affronta nella sua opera proprio come farebbe uno spettatore appassionato.
"Prendere qua e là spunti dai classici, e reinventarli senza snaturare la loro essenza, allocando la fantascienza all'interno di un concetto di umanità. Un uomo in un luogo alieno mostra tutta la sua forza, o fragilità" . Ed è questo che la pellicola esprime, la personalità umana in stretta correlazione con la fine dell'esistenza in un luogo avulso dal normale concetto di esistenza e di vita vissuta.
Un film di fantascienza elegantemente incastonato in un contesto asettico e solitario del tutto simile a quello di classici come Alien o 2001: Odissea nello spazio.
Il confronto tra due personalità nate dalla stessa forma di vita. Uno specchio che non è realmente tale ma che riflette una parte di noi uguale e diversa al tempo stesso.
A rafforzare la bontà del lavoro del figlio di David Bowie arriva la stupenda interpretazione di Sam Rockwell che ancora una volta da vita a a una coppia di personaggi dal carattere completamente diverso, una doppia interpretazione emotivamente coinvolgente che non mancherà di sottolineare egregiamente il concetto di dualismo espresso dal film stesso attraverso la fine della solitudine e la consapevolezza della fine.
Moon è sicuramente la rivelazione cinematografica di questa fine 2009, una pellicola che fortunatamente Sony ha comprato e distribuito nel mondo. Perchè se è vero che il Sundace festival lo aveva acclamato ed esaltato è altrettanto vero che molte opere viste nella rassegna ideata da Redford difficilmente riescono a uscire dal territorio americano.
Quindi questo Natale, tra licantropi e vampiri, cine panettoni e classici rivisitati, fatevi un bel regalo e correte nelle sale a vedere una delle più eleganti e raffinate narrazioni fantascientifiche degli ultimi anni.




